e-human

2002 – Luca Curci
Mixed media, cm 150×100

Dalla riflessione comune su come la tecnologia sta mutando la nostra quotidianità oltre al nostro essere, Luca Curci e Ioannis Mexis hanno deciso di lanciare un messaggio video a tutti coloro che pensano di camminare su una linea che separa la razionalità dalle emozioni.
Il video E-HUMAN è stato realizzato utilizzando la tecnologia [la macchina] per esprimere un sentimento [uomo-sensibilità]. La ricerca ha portato alla conclusione che la macchina rimane e rimarrà sempre strumento spesso indispensabile all’uomo, e che l’uomo è e sempre sarà motore propulsore di tale macchina. E se in un futuro lontano [si spera] le macchine saranno capaci di pensare ed agire, esse rappresenteranno SOLO E SEMPRE colui che le ha pensate, come uno specchio riflette SOLO E SEMPRE un’immagine riflessa di noi stessi.
“Ma molte sono state le volte in cui ci siamo domandati perché l’uomo stesse cercando di creare essere simili a lui…. forse per vincere la paura di essere stato lui stesso creato da una entità superiore di cui non conosce l’origine? ….oppure per sentirsi lui stesso creatore, anche solo di un groviglio di cavi elettrici e microchip? Non dimentichiamo che siamo fatti di emozioni, stati psico-fisici particolari che nessuno mai sarà capace di riprodurre”.

Luca Curci and Ioannis Mexis are sending out a video message, to everybody who thinks hey’re walking some line that’s the border between Reason and Feeling. The video came out of their combined thoughts on how daily life, and our essence, are being changed by technology.
E-HUMAN video uses machine (technology) to express feeling (the human sense). Their conclusion is that the machine is still and always will be often an indispensable tool, and that man is and always will be the motor running this machine. And if in some distant future machines are able (as one hopes) to think and act, they will ALWAYS AND ONLY represent he who thought them up, just as a mirror ALWAYS AND ONLY reflects our image. “So often we ask why man tries to create a being like himself… maybe to overcome the fear that he was created by a superior being whose origin he doesn’t know?…or to feel like a creator himself, even if it’s a creator that’s nothing but a tangle of electric wires and microchips? Let’s not forget. We are made of feeling, we are special psychophysical states, states no one can duplicate.”